Intervista ad Adriana Valdo

Scritto da Paola Lugo

Adriana, quando hai cominciato ad arrampicare?
In montagna da piccola coi miei genitori, a 10 anni avevo gia fatto tante vie normali, come l'Antelao, eccetera. Con queste salite ho preso dimestichezza con la roccia. Ho cominciato ad arrampicare veramente verso i 20, con un gruppo di amici di Vicenza, Pavan, Brotto, Bepi Peruffo...

Cosa è per te l'arrampicata?
L'arrampicata è stata un modo per frequentare la montagna in forma non banale, mescolando fantasia, intuito e preparazione atletica. Adesso faccio una via all'anno di 3°, sempre però da capocordata.
Mi piace anche, molto banalmente, andare a funghi per scoprire luoghi sconosciuti, nuovi paesaggi percorsi solo dai caprioli dove quasi ci vorrebbe la corda; insomma voglia di vedere cosa c'è dietro l'angolo.

Cosa rappresenta per te la falesia di Lumignano?
La falesia di Lumignano quando Ugo Simeoni ha aperto con me tre o quattro vie, era interessante perché c'era da scoprire del nuovo, però per me è sempre stata un mezzo un po' noioso per allenarmi.
A volte andavo da sola per farmi la Maruska quattro o cinque volte in salite e in discesa solo per allenamento, ma poi ritornavo molto volentieri in città ai miei impegni professionali.
Allora non c'era nessuno, in primavera si vedevano i contadini nei campi con il versore e i buoi, era un altro mondo.
Ma anche nei giorni di festa saremo stati in due o tre cordate.

Un racconto simpatico che ti ha visto a Lumignano.
Di episodi in montagna ne avrei a bizzeffe, mentre Lumignano era solo un momento di pausa, di compagnia, ci si andava a volte col fornelletto a fare le salsicce...

La via più bella (al di là del grado) abbinata ad un brano musicale.
Ho sempre considerato l'arrampicata come un fatto estetico non disgiunto dalla logicità e dalla complessità di un itinerario.
Proprio non saprei come associare un motivo musicale ad una via, forse perché, quando si faceva qualche serata di diapositive, non c'era ancora l'abitudine di usare come sfondo un brano musicale da abbinare alle immagini. Più che alla via, assocerei il brano musicale al modo di arrampicare delle persona. Se vedo uno che arrampica con leggerezza e apparentemente senza sforzo posso pensare alla musica del balletto dello "Schiaccianoci" di Ciajkowskij.
Come via esteticamente bella sceglierei lo Spigolo Conforto, più continuo dello Spigolo della Sbrega.